Otto anni fa, nelle calde e secche terre della Spagna, trovavo il mio animale guida sotto LSD all’Own Spirit Festival, il primo festival psytrance della mia vita. Sorrisi, abbracci e felicità lisergica sono stati il leitmotiv di quei 5 giorni. Oggi, lo stesso evento sembra aver dimenticato i valori di pace, amore e libertà, in favore di bandiere israeliane e Dj che suonano “io sono israeliano”. Proviamo a capirci qualcosa…
🍄 NASCITA DI UNA SCENA GLOBALE
I festival psytrance nascono in India, a Goa per la precisione. Qui negli anni Ottanta le sonorità dell’elettronica europea si fondono con il rock psichedelico in un beat decisamente spinto. Icona della scena - sin dalla prima ora - è Goa Gil, rastone che usava i 150 bpm come forma di meditazione e… per darvi un po’ l’idea del personaggio: l’ultima volta l’ho visto suonare per 24 ore di fila rinchiuso in una grotta a Shankra Festival.
Dalla sua nascita la comunità psytrance è accomunata da valori di pace, amore e libertà - in piena vibes hippie - e grazie a un generoso uso di sostanze psichedeliche esplora le varie frontiere della spiritualità e dell’espansione della coscienza. Lo spirito che anima le serate psy è diverso da quello dei rave o dei club: la gente sorride, si abbraccia, si droga in allegria. La felicità generalizzata delle serate psytrance dà forma ad un universo di colori fluo, ricchissime decorazioni colorate e a un’estetica in cui la multisensorialità stimola l’immaginazione. Avete capito bene: se siete dei presi male queste feste non fanno per voi.
La scena è ampiamente diffusa in Europa, come testimoniano due festival enormi come il Boom in Portogallo e l’Ozora in Ungheria. La Svizzera pullula di feste così come la Francia, la Spagna, la Croazia e anche in Italia la scena si difende benissimo. Insomma, di gente che balla al ritmo della cavalcata delle valchirie ne trovate a frotte in tutti i paesi del vecchio continente.
Ad animare le feste goa, fin dagli inizi, ci sono addirittura rappresentanti del popolo eletto! Un connubio così stretto quello tra israeliani e psytrance da dare vita nel tempo al “sentiero Hummus”: il pellegrinaggio annuale verso la psichedelia bianca del subcontinente indiano, intrapreso da migliaia di giovani a conclusione del servizio militare (obbligatorio), per trovare rifugio dai traumi provocati dalla violenza sistematica che loro stessi provocano. E oggi molti dj psytrance hanno il passaporto con la stella a sei punte, si sono moltiplicati gli eventi psy in terra israeliana.
Col tempo i sionisti hanno gradualmente operato in ciò che sanno fare meglio: appropriarsi di qualcosa spacciandola per propria. Vi ricorda qualcosa?

💪 NAZIONALISMO E PSYTRANCE
Poi c’è stato il 7 ottobre 2023 e il massacro al festival trance Supernova, a cui la scena ha risposto con grande cordoglio. Un sentimento messo però in crisi dal genocidio perpetrato a danno dei palestinesi nei due anni successivi, con i psytrancer israeliani che non si sono più sentiti benvenuti ai festival. Un conflitto che presto ha riportato l’attenzione su un problema che era sfuggito ai più: lo storico legame tra la scena psy e il sistema bellico israeliano. Festival di grandi dimensioni e molto conosciuti come il Boom Festival, Insomnia Festival e Anta Gathering, ospitano infatti regolarmente artisti o organizzatori israeliani con forti connessioni con il mondo militare, alimentando il fenomeno della “psichedelica come soft-power sionista”.
Nati apolitici, i festival psy hanno subito negli anni un drastico cambiamento di rotta, soprattutto in India, alimentato del crescente legame tra ideologie di destra, come nel caso della connessione tra Hindutva indiana e il sionismo israeliano. Un vincolo particolarmente favorito dall’amicizia politica tra Benjamin Netanyahu e Narendra Modi, leader del Partito Popolare Indiano, noto per le sue politiche nazionaliste hindu e per la sua narrativa che - in comune con Bibi - identifica i musulmani come nemici da annientare.
E la musica psytrance fa spesso da colonna sonora a queste affinità ideologiche nazional-estremiste.
Simbolo di questa alleanza è Kanwar Yatra, la centenaria cerimonia religiosa induista durante la quale, tradizionalmente, i pellegrini scalzi trasportano sulle spalle l’acqua sacra del Gange verso i vari templi di Shiva. Peccato che negli anni ci sia stata una vera e propria svolta nazional-machista: oggi le bassline psytrance accompagnano i pellegrini, mentre altri connazionali commettono indisturbati violenze contro le comunità musulmane locali, coperti da governo e forze dell’ordine in nome della difesa dei valori induisti.
A ulteriore dimostrazione di questo improbabile “gemellaggio” India-Israele, il villaggio di Kasol ai piedi dell’Himalaya è stato di fatto colonizzato dagli israeliani, trasformandosi in una enclave ad uso quasi esclusivo del “popolo eletto”.
Nella “Mini Israel” i ristoranti e i locali esibiscono infatti insegne e informazioni esclusivamente in ebraico, e la popolazione indiana subisce continue discriminazioni in quello che è diventato un hub di festival psytrance prevalentemente per bianchi - possibilmente con passaporto israeliano. Chissà perché in questi casi nessuno invoca la sostituzione etnica!?
Anche i festival europei hanno subito una crescente politicizzazione a supporto della causa nazional-sionista, sconosciuta in passato. Proprio al mio primo festival psy, l’Own Spirit in Spagna, si sono registrate le tensioni maggiori. Gli organizzatori del festival hanno infatti prontamente stoppato una protesta organizzata per denunciare quei dj apertamente schierati a favore del genocidio, come Ace Ventura e Capitan Hook. Ogni volantino è stato velocemente rimosso, così come ogni simbolo a favore della Palestina.
Gli organizzatori hanno quindi invitato i partecipanti a non esprimere pubblicamente le proprie posizioni, appellandosi alla presunta “neutralità politica” della psytrance. Il banchetto della riduzione del danno Consumo ConCiencia è stato inoltre censurato perché ha osato esporre un cartello che recitava: “In questo stand condanniamo il genocidio, chi non lo fa non è benvenutx”.
Quello spagnolo purtroppo non è un caso isolato. Simboli sionisti sono stati avvistati al ZNA Gathering e al Boom festival in Portogallo così come all’Ozora in Ungheria.
Cartelli e adesivi in onore dei soldati caduti hanno generato non pochi risentimenti tra i partecipanti, rammaricati nel vedere il dance floor transformato nel nuovo strumento di propaganda sionista.
Ma l’episodio più eclatante è avvenuto al Tomorrowland, dove due israeliani sono stati fermati per aver mostrato la bandiera di una brigata delle IDF accusata di crimini contro l’umanità
🍉 DESTINI INCROCIATI?
Di recente è stato creato un nuovo un concetto per descrivere le diverse pratiche neocoloniali e di legittimazione culturale sionista nella scena psytrance: psy washing. Spensieratezza del party e assunzione di sostanze lisergiche per espandere la coscienza, sono diventate una scusa per non prendere una posizione politica contro il genocidio ancora in corso e per mantenere un atteggiamento sostanzialmente ignavo nei confronti dei comportamenti aggressivi manifestati dagli israeliani, dentro e fuori il dance floor. Di fatto supportando in maniera più o meno celata la causa sionista.
Diventa difficile capire come gli ideali di pace, amore e libertà tipici della psytrance possano convivere con tutto questo.
Allo stesso modo, risulta davvero complesso continuare a sostenere una neutralità politica quando, oramai da più di due anni, assistiamo in diretta alle violenze e sofferenze subite dal popolo palestinese. Tutto ciò porta anche a interrogarci su quale sia il senso stesso di fare un festival psytrance e sul ruolo che potrebbero o dovrebbero avere in un contesto così carico di tensioni e contraddizioni.
Una chiara posizione politica si ritrova invece nelle diverse azioni di boicottaggio e denuncia dal basso avvenute in molti ambienti psy. Il Boom festival è stato infatti duramente contestato per la presenza massiva di dj israeliani, l’Anta Festival Gathering in Portogallo è stato cancellato perché organizzato da un militante delle IDF, senza contare le molte azioni dei partecipanti di Own Spirit e Ozora.
Un fenomeno non limitato al mondo psy: diverse scene di musica elettronica in Europe si sono mobilitate per schierarsi politicamente a supporto della Palestina tramite piattaforme come BDS o Ravers for Palestine, e contro etichette israeliane e qualunquisti vari come HOR o Boiler Room, ottenendo cancellazioni di eventi e prese di posizione di club e festival.
Gli eventi degli ultimi anni, nella loro drammaticità, stanno di fatto spingendo le scene psytrance (e non solo) a riflettere sulla tipologia di eventi che intendono organizzare, e sul senso stesso di rivendicare una neutralità politica. Se questa deve essere un valore imprescindibile del mondo psytrance, allora lo psywashing deve essere necessariamente condannato ed evitato, in primis dagli organizzatori dei festival, poi dai suoi partecipanti.
In onore al saṃsāra, torniamo quindi all’inizio di questa secchiata, a Goa Gill che amava ripetere: la musica psy ti da la possibilità di “andare oltre il pensiero, oltre la mente e oltre la nostra stessa individualità per diventare uno nella divina estasi dell’unione con lo spirito cosmico”. Bene, il primo modo per sconfiggere ego e individualismo è proprio quello di combattere progetti culturali e politici come il sionismo, che si basano sulla colonizzazione, deumanizzazione e sistematico genocidio dei diritti e delle libertà dei palestinesi (per dirla in maniera soft).
Il mondo psytrance ha di fronte a sé un’enorme sfida: rendere i propri valori impegno politico concreto. Dire pace amore e libertà mentre si balla sotto cassa fatti di LSD è abbastanza semplice, meno banale è invece rendere queste parole parte del modus operandi delle feste, con tutto ciò che ne consegue.
Numero curato da Jessica Murano
Storica dell’arte e storica della medicina, appassionata al destino degli psichedelici nel mondo contemporaneo, ai 130 bpm e all’attivismo spirituale in chiave femminista. Attualmente coordinatrice didattica dell’Accademia del Teatro alla Scala, vive in bilico tra le sonorità psytrance e quelle dell’opera lirica.
🧘🏽 Per approfondire:
La pystrance e Israele, dieci anni fa
Come le feste hanno rovinato un’area rurale in India
Il legame ideologico tra nazionalismo indiano e sionismo
Nascita dello psywashing
Anche i doof party australiani hanno un problema
Il mini-doc su Goa Gill
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